Nella sentenza emessa per la causa n. C351/24 la Curia ha evidenziato che è ammissibile una prassi per cui qualora il certificato di circolazione delle merci rilasciato dalle autorità di un paese o di un territorio non facente parte del territorio doganale dell’Unione europea sia viziato da un errore di diritto manifesto attinente alla possibilità per tali merci di beneficiare di un trattamento preferenziale, le autorità doganali della parte contraente importatrice possono validamente constatare tale errore senza avviare il procedimento di controllo.