Studio Raccuglia

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STUDIO FISCALE E TRIBUTARIO
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Compensi a non residenti per la (sola) distribuzione del software: reddito d’impresa in base a corretta imputazione in bilancio

La prassi dell’Agenzia delle Entrate, sin dal 2008 sembra uniforme in merito alla qualificazione dei compensi versati a soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia corrisposti per remunerare la distribuzione di un software ai propri clienti (senza poter effettuare modificazioni di sorta e secondo le indicazioni del licenziante estero). Tali compensi non dovrebbero infatti essere qualificabili alla stregua di royalties e, dunque, non dovrebbero conseguentemente essere assoggettati a ritenuta “in uscita” ma piuttosto essere qualificati come redditi di impresa e, pertanto, non soggetti alla potestà impositiva dello Stato italiano in assenza di una stabile organizzazione in Italia del soggetto percipiente. Nella circolare n. 27 del 2023 Assonime affronta tale tematica alla luce del principio di diritto dell’Agenzia delle Entrate n. 5 del 2023, che ha destato qualche perplessità tra gli operatori economici. Assonime sottolinea come la tematica può essere efficacemente analizzata alla luce della corretta individuazione della volontà negoziale delle parti, desunta innanzitutto dalla modalità di contabilizzazione in bilancio di tali compensi.